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Antropologia e storiografia dei politeismi antichi

Workshop « Antichità e scienze sociali »

> Partecipanti

Responsabili

Cléo M. Carastro (EHESS)
Silvia D’Intino (CNRS)

Membri di ANHIMA

Claude Calame (EHESS), Renée Koch-Piettre (EPHE-PSL), Raphaëlle Laignoux (Paris 1), François Lissarrague (EHESS), Bernard Mezzadri (Avignon), Gabriella Pironti (EPHE-PSL), François de Polignac (EPHE-PSL)

Membri associati

Chryssanthi Avlami (Athènes), Vincent Azoulay (Marne la Vallée), Sylvie Donnat-Beauquier (Strasbourg), Adeline Grand-Clément (Toulouse II), François Hartog (EHESS), Frédérique Ildefonse (CNRS), Pierre Judet de la Combe (EHESS), Charles Malamoud (EPHE-PSL), Ioanna Patera (Erfurt)

Post-dottorandi

Giacomo Benedetti (EPHE), Elisa Ganser (EPHE), Elodie Dupey-Garcia (Mexico), Hélène Fragaki (Paris 10), Anne-Caroline Rendu (Genève)

Dottorandi

Manon Brouillet (EHESS), Alessandro Buccheri (EHESS et Sienne), Jaini Fan (EHESS et Fudan), Hezhi Zhang (EHESS)

Collaboratori esterni

Emily Aussant (CNRS), Lyne Bansat-Boudon (EPHE), Maurizio Bettini (Sienne), Claire-Akiko Brisset (Paris 7), Nicolas Dejenne (Paris 3), Stéphane Dugast (IRD), Renaud Gagné (Cambridge), Manuela Giordano (Calabre), Jean-Jacques Glassner (CNRS), Caterina Guenzi (EHESS), Jan Houben (EPHE), Dominique Jaillard (Lausanne), Aurélie Névot (CNRS), Charlotte Ribeyrol (Paris IV), Jia SI (Shanghai), Judit Torzök (Lille 3), Wei Zhang (Shanghai)

> Presentazione

Dalla sua crezione nel 2003 il workshop « Antichità e Scienze Sociali » si propone di alimentare il dialogo e il confronto tra discipline attraverso lavori comparativi che interroghino le società antiche e contemporanee oggetto di indagini etnografiche. Il metodo comparativo praticato dal workshop è di tipo contrastivo e sperimentale : un lavoro di lungo corso che al tempo stesso si sforza di far emergere categorie di pensiero proprie ad ogni cultura e intende creare le condizioni per elaborare nel corso degli scambi l’oggetto che ci si propone di comparare.
Dopo aver condotto lavori comparativi sui colori e sulla figurazione (agalma), questo nuovo programma intende ora intraprendere ricerche comparative sui politeismi antichi (greci, romani, indiani, ma anche mesopotamici, egiziani e cinesi) articolando i metodi antropologici e storiografici. Saranno sviluppati tre temi :

I. « La vita degli oggetti : dispositivi e presentificazioni »

Responsabili : C. Carastro e S. D’Intino

Tra le forme che possono prendere la presentificazione e la captazione dell’invisibile – nello specifico le potenze divine - ci interesseremo ai singoli oggetti. Questi singoli oggetti possono essere la conseguenza di una raffigurazione, di una messa in scena rituale, o più semplicemente di un’evocazione in un testo o in una formula orale.
Nell’ambito di questa tematica saranno sviluppati i punti seguenti :
1) indagine semantica sui termini usati per dire l’« oggetto » nelle diverse società ;
2) analisi delle immagini : sulle modalità che permettono di individuare i singoli oggetti nello spazio iconico e/o grafico dei vasi, delle stele, delle gemme, dei talismani ecc.
3) studio degli manufatti in quanto « dispositivi » per coglierne tutta la complessità (spaziale, temporale, rituale, enunciativa ecc.) e mettere in luce le strategie enunciative e visuali nonché la dimensione sensoriale (cromatica, sonora, olfattiva) che intervengono nella presentificazione dell’invisibile.

II. « Approcci comparati delle pratiche letterarie »

Coordinamento : S. D’Intino e P. Judet de la Combe

Questo progetto si articola in due workshop :
1) « Approcci comparati delle epopee »
Considerando alcune pratiche poetiche come forme di espressione dei politeismi, questo workshop metterà a confronto diverse tradizioni epiche antiche (greca, indiana, mesopotamica) e contemporanee (giapponese, kanak ecc.) e cercherà di analizzare il modo in cui sono messi in scena e in pratica i rapporti tra uomini e dei.
2) « Letture del Dharma »
Tra gli « scopi dell’uomo » teorizzati dalla tradizione indiana compaiono l’artha, « interesse », nei suoi aspetti sia politico che economico, il kâma, « desiderio », che copre più ampiamente la sfera delle passioni, e per finire il dharma, « giustizia ». Quest’ultimo, alla cui definizione sarà dedicato questo workshop, non si limita al diritto, ma si estende più ampiamente alla crezione letteraria sanscrita, dalle fonti vediche alle epopee e alla letteratura drammatica, poiché la relazione al divino implica sempre questa nozione.

III. « Politeismi antichi e modernità. Traduzioni e transfert culturali »

Coordinamento : C. Avlami e C. Carastro

L’analisi delle interpretazioni moderne dei politeismi greci e romani e dei loro usi sarà messa in relazione con il diffondersi della cultura classica (in particolare attraverso le traduzioni) nelle società europee ed extraeuropee del XVIII e XIX secolo. Nello specifico saranno analizzati gli usi dei politeismi antichi come contesto di riferimento concettuale nella descrizione delle pratiche religiose osservate dai missionari, dai viaggiatori, dagli amministratori ecc.
Una collaborazione con gli storici dell’Università Fudan di Shanghai consentirà di sviluppare le ricerche sulla costituzione e circolazione della cultura classica in Cina. Quest’operazione si propone al tempo stesso di sfruttare ed alimentare il database BAT (Bibliotheca Academica Translationum) rinnovando la collaborazione tra il Classics Centre dell’Università di Oxford, il Centro ANHIMA e gli altri partner del progetto (tedeschi, spagnoli, italiani e svizzeri).

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